LE ULTIME LUNE

una produzione a.ArtistiAssociati di Gorizia
stagione teatrale 2005/2006
testo e regia di Furio Bordon
con
Gianrico Tedeschi Marianella Laszlo
Walter Mramor
scene di Milli
costumi di Stefano Nicolao
luci di Iuray Saleri
Le ultime lune, scritto da Furio Bordon nel 1992, ha ricevuto il Premio IDI nel 1993, ed è stato portato al successo nella Stagione 1995/1996 da Marcello Mastroianni.
È stata la sua ultima interpretazione da molti definita leggendaria e grazie alla quale il testo è stato conosciuto e apprezzato dal pubblico e dalla critica in tutto il mondo: nei quattro anni successivi dodici traduzioni e altrettanti allestimenti hanno replicato all’estero il successo dell’edizione italiana.
A Bruxelles Le ultime lune ha vinto il Prix de Theatre come migliore spettacolo dell’anno, a Santiago del Cile ha ottenuto la nomination come migliore testo, a Madrid la critica lo ha accolto unanimemente come una delle più belle commedie scritte negli ultimi anni e giudizi analoghi si sono ripetuti in molte altre città europee e americane.
Oggi Le ultime lune torna in Italia per una precisa scelta del suo autore il quale, assumendosi anche la responsabilità della regia e presentando per la prima volta il testo nella sua versione integrale, lo affida alla genialità di un altro grande interprete: Gianrico Tedeschi.
Dall’incontro con questo straordinario uomo di teatro è maturata nell’autore la decisione di riprendere una commedia che sembrava non più proponibile in Italia dopo la memorabile edizione con Marcello Mastroianni.
Non è stata una decisione facile, ma è nata nel modo giusto, nel segno di una grande stima per l’interprete di oggi e di un grande affetto, da noi tutti condiviso, per l’interprete di ieri.
Responsabile per la distribuzione
Maria Laura Rioda tel. 041 5441784
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Rassegna Stampa
Biografia di Gianrico Tedeschi
Gianrico Tedeschi(Milano 1920), debutta come attore nel 1947, sotto la guida di Giorgio Strehler, in “Sotto i ponti di New York” di Maxwell Anderson. Si diploma all'Accademia nazionale d'arte drammatica di Roma e nel 1950 entra nella Compagnia Cervi Pagnani dove interpreta con successo “Quel signore che venne a pranzo” di George Kaufman e Moss Hart e “Harpey” di Mary Chase, diretti entrambi da Alessandro Brissoni.
L'incontro con Luchino Visconti, nel 1952, rappresenta una svolta significativa per l'esperienza professionale di Gianrico Tedeschi, che sotto la guida del regista, interpreta il ruolo di Kulvgin in “Tre sorelle” di Cechov e recita nella celebre e tanto discussa edizione de “La locandiera” di Goldoni. Dopo aver interpretato “La vedova scaltra” di Goldoni, proposta da Strehler alla Biennale di Venezia del 1953, e “La dodicesima notte” di Shakespeare diretta da Costa e Renato Castellani, approda alla compagnia dello Stabile di Genova (“Anfitrione” di Plauto diretto da Mario Ferrero; “Ondina” di Jean Giraudoux realizzato da Edmo Fenoglio).
Ormai forte dell'esperienza acquisita, nella seconda metà degli anni Cinquanta, Tedeschi si misura con generi diversi passando dal teatro di rivista e dalla commedia musicale, dove ottiene i maggiori riconoscimenti del pubblico e della critica, al teatro francese ottocentesco e d'avanguardia (“I capricci di Marianna” di Alfred de Musset; “Amedeo o come sbarazzarsene” di Eugène Ionesco diretti da Luciano Mondolfo). Per la regia di Strehler, nel 1961 interpreta il ruolo di Pantalone nell'”Arlecchino servitore di due padroni” di Goldoni, prendendo parte alla tournée in Russia e negli Usa. Nel 1963 impersona il professor Higgins nella commedia musicale “My Fair lady” di Alan Jay Lerner diretta da Sven Aage Larsen, quindi, sotto la guida di Giuseppe Patroni Griffi recita ne “La governante” di V. Brancati (1965) ed è protagonista di “Io, l'erede” di Eduardo De Filippo (1968). Nel 1973 Strehler lo chiama al Piccolo Teatro di Milano per interpretare il ruolo di Peachum ne “L'opera da tre soldi” di Brecht e nel 1976 recita nell'”Antonio von Elba” di Mainardi diretto da Mondolfo. Il 1980 segna l'inizio della felice intesa artistica con Luigi Squarzina per la regia del quale interpreta “Casa Cuorinfranto” di Shaw (1980). “Il Cardinale Lambertini” di Alfredo Testoni (1981), “Timone d'Atene” di Shakespeare (1982), “La rigenerazione” di Italo Svevo (1986), “Tutto per bene” di Pirandello (1989). Il 1990 lo vede nuovamente interprete di “La rigenerazione” di Svevo diretto da M. Bernardi, l'anno dopo recita nella commedia “Plaza Suite” di Neil Simon realizzata da G. Solari. Nel 1992 interpreta “Il Maggiore Barbara” di G. B. Shaw per la regia di M. Bernardi, quindi, nel 1995 è diretto da L. De Fusco ne “Il piacere dell'onestà”. E' ancora presente sulle scene nel 1998 con “Il riformatore del mondo” di Thomas Bernhard diretto da P. Maccarinelli. Per lo stesso spettacolo riceve il Premio Ubu e il Premio Simoni '98 come migliore attore. Nel 1999 Gianrico Tedeschi è splendido protagonista nel “Sior Todaro brontolon” di Carlo Goldoni al Teatro Romano nell'ambito del Festival teatrale veronese.
Nel 2000 Gianrico Tedeschi fonda a Cormòns la Compagnia di Prosa Gianrico Tedeschi che allestisce in collaborazione con la a.Artisti Associati di Gorizia lo spettacolo “Le ultime lune” testo e regia di Furio Bordon e “Minetti, ritratto di un artista da vecchio” di Thomas Bernhard. Per la straordinaria interpretazione di questi testi e per la sua brillante carriera Gianrico riceve nel 2001 nell'ambito del XXXV Festival di Borgio Verezzi il 31° Premio Veretium e nel 2002 il Premio Alvise Cornaro (Cortina) ed il Premio Petrarium per la prosa assegnatogli a Ceva. Ancora al Festival di Borgio Verezzi Gianrico Tedeschi debutta nel luglio del 2002 con “Il medico per forza” di Molière, farsa con musiche, regia di Monica Conti. Per l'interpretazione di questo testo (presente al Plautus Festival di Sarsina, al Teatro San Babila di Milano ed al Teatro Eliseo di Roma) Tedeschi riceve nel 2003 la Targa alla carriera. Nello stesso anno lo spettacolo viene registrato integralmente da Rai Trade presso il Teatro Carignano di Torino, e messo in onda su RAI 3 con la regia televisiva di Roberto Capanna. Nell'ottobre del 2003 Gianrico Tedeschi e Marianella Laszlo, diretti dal giovane regista Jurji Ferrini, debuttano con “Tutto per bene” di Luigi Pirandello, che viene ripreso nella stagione 2004/2005. Lo spettacolo, sempre allestito dalla A.Artisti Associati, in coproduzione con la Compagnia di Prosa Gianrico Tedeschi, vince il “Premio Gassman 2004” come migliore produzione italiana della stagione 2003/2004.
Il 29 agosto 2005 Gianrico Tedeschi debutta in anteprima nazionale con “Smemorando”, al Kal's Art Festival di Palermo, dove riceve una targa alla carriera. Scritto dallo stesso Tedeschi “Smemorando” è un viaggio nel teatro del '900, una riflessione sulla memoria come identità, come storia, un emozionante omaggio al suo pubblico.
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