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| CORDENONS |
a.ArtistiAssociati
Circuito Danza Friuli Venezia Giulia
in collaborazione con
Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia
Comune di Cordenòns
con il sostegno di
Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia
Ministero per i Beni e le Attività Culturali Dipartimento dello Spettacolo
Presenta a
Cordenòns, Auditorium Aldo Moro
Martedì 23 marzo 2010, ore 21.00
Balletto di Roma Ente Nazionale del Balletto
GIULIETTA E ROMEO

interpreti principali
GIULIETTA AZZURRA SCHENA
ROMEO BLEDI BEJLERI
MERCUZIO MARCO BELLONE
TEBALDO BERNARD SHEHU
coreografia FABRIZIO MONTEVERDE
musiche SERGEJ PROKOFIEV
scene Fabrizio Monteverde Carlo Cerri
costumi Eve Kohler
light designer Emanuele De Maria
maitre de ballet Sarah Taylor
Direzione Artistica Walter Zappolini
Organico Compagnia
Placido Amante, Marco Bellone, Bledi Bejleri, Cascarano Michele, Giovanni Ciracì, Bernard Shehu, Stefano Zumpano
Roberta De Simone, Sabrina Fontanella, Anna Manes, Giada Piana, Isabella Pirondi, Azzurra Schena, Claudia Vecchi
Un classico del teatro di danza contemporaneo italiano
Il muro decrepito, accumulo di macerie, indica la tragedia lasciata alle spalle: un conflitto mondiale che ha cancellato per sempre "l'età dell'innocenza", ribaltando schemi morali e convenzioni e annientando energie ed emozioni. Ma è anche uno sfondo che segna, come uno spartiacque, la voglia di rinascere a passioni assolute e assaporare fino all'ultimo respiro ogni attimo di vita. Nell'Italia del secondo dopoguerra, disperatamente assetata di passioni ritempranti dagli orrori del passato (ma è ancora un'Italietta piccola e provinciale, che impianta le liturgie sociali di una nuova classe borghese nella terra grassa e ruvida di un'atavica cultura contadina), lei, Giulietta, diventa il simbolo di un irresistibile desiderio di sfuggire alle regole di quel mondo e dagli obblighi imposti da una condizione femminile che è ambigua nella sua imposta sudditanza, anche se proprio di questa irrefrenabile voglia di emancipazione sarà vittima. Romeo, invece, è un giovane timido, introverso, solitario, totalmente aperto al desiderio e alla curiosità dell'amore, vittima consapevole della volitiva irruenza della sua leggendaria compagna. Così lontani eppure così vicini agli archetipi shakespeariani, cristallizzati soprattutto dalla tradizione ballettistica della partitura di Prokofiev (si pensi alle versioni di Cranko, Mac Millan, Nureyev che pure nelle differenti intonazioni hanno come filo rosso comune analoga collocazione temporale e simili impostazioni drammaturgiche), i due amanti immaginati dal coreografo-metteur en scene F. Monteverde per la sua prima produzione 'a serata', creata nel 1989, dovevano segnare un momento importante per il teatro di danza italiano. Per la prima volta con questa produzione si veniva infatti ad affermare - nell'ardua sfida della composizione di un balletto completo - una scrittura d'autore di danza originale, non soggiogata dai temibili riferimenti 'storici', ma autonoma e sicura nel mettere a fuoco dal plot shakespeariano, scavando con ispirazione 'rabbiosa' nei sentimenti e nei caratteri dei personaggi gli aspetti più consoni all'umore e all'immaginario del coreografo romano, fortemente influenzato da echi cinematografici (da qui il riferimento nell'ambientazione e nei costumi, al cinema neorealista di Rossellini e Visconti), ma anche da riferimenti letterari (così che la Governante di Giulietta ha inquietudini e fremiti che ricordano l'omonima creatura di Brancati), o da citazioni di usanze e costumi nostrani (così che il Ballo diventa una 'vasca' da struscio cittadino, con le donne in piena 'esposizione' delle proprie 'mercanzie' e Giulietta morta indossa il virginale abito da sposa dei funerali meridionali) a tal punto da innalzare a figure importanti e portanti - del dramma due personaggi sinteticamente trattati da Shakespeare, ma che nella nostra cultura sono fondamentali: le madri dei due protagonisti. Le quali, in un'autonomia di riscrittura drammaturgica rivendicata dal coreografo, assumono nel balletto una dimensione tragica assoluta e diventano i veri motori immobili della vicenda con la loro presenza ossessiva e opprimente, con i loro odi tessuti in silenzio, una nella sua superficialità di donna-oggetto sottomessa e sciocca, l'altra, inchiodata istericamente ad una sedia a rotelle (alla quale stanno sempre attaccati i figli), beghina, soffocante, terribile dea ex machina della vicenda, con la fatale istigazione alla vendetta per la morte di Mercuzio. Si tratta di personificazioni forti, che si traducono in una coreografia nervosa, scattante, senza fronzoli, ma nella quale le forze espressive della formazione modern del coreografo si fondono in un legato continuo agli spunti e alle linee della danza neoaccademica.
PREVENDITA
Centro Culturale "Aldo Moro"
Tel.0434/932725
Prevendita in Auditorium il girono prima dello spettacolo dalle 17.30 alle 19.30.
La sera dello spettacolo a teatro dalle 19.30
INFORMAZIONI
Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia
Via Marco Volpe, 13
33100 Udine (Friuli-Venezia Giulia)
tel. 0432-224211
www.ertfvg.it
a.ArtistiAssociati Circuito Danza Friuli Venezia Giulia
Via Carducci 71 - Gorizia
tel 0481.532317 | fax.0481.537759
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