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a.ArtistiAssociati
Circuito Danza Friuli Venezia Giulia
con il sostegno di
Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia
Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Dipartimento dello Spettacolo
Venerdì 25 giugno 2010, alle ore 21.30
Sabato 26 giugno 2010, alle ore 21.30
Udine, Lo Studio
INNESTI_il corpo tecnico
coreografie e regia: Marta Bevilacqua
danzatori: Marta Bevilacqua Anna Giustina Valentina Saggin
disegno luci: Fausto Bonvini
musica: Einsturzende Neubauten, David Guetta, King Crimson, Chris Liebing, Marianne Faithfull, Mozart, The For Carnation, Vittorio Vella
intelaiatura musicale: Vittorio Vella
produzione: Compagnia Arearea © 2010
co-produzione: Festival Danza Estate CSC Anymore_ Bergamo
Chiude la trilogia Il libro della Carne, Innesti_il corpo tecnico. Reliquia, Nervi e Innesti parlano di un corpo che affermandosi progressivamente si nega. Innesti affronta il tema della modificazione, della moltiplicazione, dell'inserimento che trasforma. Il corpo è tecnico in quanto è il territorio sul quale interviene la technè. La tecnologia, nel lavoro, è solo una breve declinazione della tecnica. Siamo partite da un assunto: oggi diamo alla tecnica il potere di omologare e di renderci seriali. Abbiamo incaricato il volto di rappresentare la soggettività. Dacciò, il corpo tecnico è un corpo sfigurato, animale solo nel senso di disumano. Innesti è il frutto di un sentimento di imbarazzo e di sottile inadeguatezza…
PASSATO PRESENTE FUTURO
le spirali della tecnica
Prometeo è l'eroe che amò tanto gli uomini da dare loro al tempo stesso il fuoco e la libertà, le tecniche e le arti. L'umanità, oggi, non ha bisogno e non si cura che delle tecniche. Si ribella nelle sue macchine, considera l'arte e quello che l'arte suppone come un ostacolo e un segno di servaggio. La caratteristica di Prometeo invece è di non poter separare la macchina dall'arte
Camus, L'estate e altri saggi solari. p.69
Come si potrebbe costringere la natura ad abbandonare i suoi segreti se non contrastandola vittoriosamente, ossia mediante ciò che è innaturale?
F. Nietzsche, La nascita della tragedia, p.66
“Si potrebbe fare qualcosa che né si sa, né si ha potenza alcuna per farla?” domanda Socrate a Ippia. “In nessun modo.-risponde Ippia- Come si farebbe quello che non si sa e non si può fare?”
Platone, Ippia Maggiore, 296b
Che ne è dell'uomo in un universo di mezzi che non ha in vista altro se non il perfezionamento e il potenziamento della propria strumentazione? Là dove il mondo della vita è per intero generato e reso possibile dall'apparato tecnico, l'uomo diventa un funzionario di detto apparato e la sua identità viene risolta nella sua funzionalità, per cui è possibile dire che nell'età della tecnica l'uomo è presso-di-sè solo in quanto è funzionale a quell'altro-da-sè che è la tecnica. La tecnica infatti non è l'uomo.
Nata come condizione della pratica umana e quindi come espressione della sua essenza, oggi, per le dimensioni raggiunte e per l'autonomia guadagnata, la tecnica esprime l'astrazione delle ideazioni e delle azioni umane a un livello di artificialità tale che nessun uomo e nessun gruppo umano, per quanto specializzato, è in grado di controllarla nella sua totalità (o forse proprio a causa della suddetta specializzazione).
In un simile contesto, essere ridotto a funzionario della tecnica significa allora per l'uomo essere “altrove” rispetto alla dimora che ha storicamente conosciuto, significa essere lontano da sé. Con l'alienazione, la lontananza da sé, viene consegnata a ciascuno, contemporaneamente, la propria massificazione con l'illusione della privatezza e l'apparente riconoscimento della propria individualità.
All'omologazione sociale contribuiscono in modo esponenziale i mezzi di comunicazione che la tecnica ha potenziato modificando il nostro modo di fare esperienza: non più in contatto con il mondo, ma con la rappresentazione mediatica del mondo che rende vicino il lontano, presente l'assente, disponibile quello che altrimenti sarebbe indisponibile. Questi fraintendimenti fanno in modo che la tecnica sia oggi un sinonimo di libertà, emancipazione, comodità, comunicazione globale. La tecnica si moltiplica e moltiplicandosi produce non tanto mezzi ma bisogni sempre nuovi.
Come le tecniche si siano riversate sul corpo è l'oggetto della nostra indagine.
La tecnica anziché fornirci la libertà del fuoco prometeico, in realtà ci rende soggetti seriali, omologati nei gusti e nelle estetiche.
In questo orizzonte la tecnologia è solo una sotto categoria della tecnica; l'appiattimento ad essa non fa che soffocare la naturalità del corpo.
Innesti, modificazioni corporee, cura ossessiva sul corpo si riducono ad una snaturamento di esso. Mostri deambulanti in cerca di una estetica stereotipata occupano i posti del potere. E il corpo è costretto a farsi specchio tecnologico di una società che corre. Innesti indaga allora il corpo seriale, un corpo omologato la cui natura viene alterata quotidianamente dalla frenesia della modificazione.
Il progetto
Il Libro della Carne è un progetto partito tre anni fa e sostenuto dalla Compagnia Arearea, dal Festival CSC AnyMore di Bergamo e dal Mittefest di Cividale del Friuli. Il Libro della Carne mette insieme filosofia e danza nell'indagine del corpo con la cultura dominante. Nei tre appuntamenti Reliquia, Nervi, Innesti- il corpo ne esce come lo spazio fisico sul quale la cultura ha prevaricato la natura attraverso riti, corazze e, nel terzo momento, innesti. Il risultato è che il corpo nella società della tecnica svanisce si dissolve, diventa come voleva da molti secoli, pura anima fluttuante. E il compito sotterraneo metafisico dell'occidente è compiuto: sbarazzarsi del corpo!
Le spine portanti del lavoro
Icorpo-territorio-tecnica
corpo-desideri-tecnica
corpo-massa-tecnica
corpo-riproducibilità-tecnica
LA SCENA
corpo-territorio-tecnica
Il luogo dell'agire è costituito da un quadrato di moquette rossa delle dimensioni di 5x5 mt.. Il quadrato è simbolicamente un recinto. Uno spazio definito e costrittivo, un limite all'interno del quale il tratto coreografico si confronta con corpi e relative distanze: il centro, la diagonale, il perimetro. Esterne al quadrato sono collocate delle carrucole a terra con ritorni a vista. Sono le macchine primordiali. Da esse, come prolungamento ed evoluzione della meccanica nella direzione del progresso, verranno calati gli oggetti della tecnica.
LE ATMOSFERE
corpo-massa-tecnica
A livello sonoro ci sarà un tappeto variegato composto da pecore belanti; un gregge informe che riassume il rapporto corpo-massa-tecnica. Il belare riassumerà la moltitudine, l'opinione indistinta del gregge. Innesti elettronici e brani noti si amalgameranno per intessere la trama drammaturgica dell'intera composizione.
LA COREOGRAFIA
corpo-riproducibilità-tecnica
La scelta dominante della qualità ritmica è quella del movimento sincronico e le sue varianti. Tale scelta va nella direzione di tradurre in movimento la ripetitività della tecnica e il suo principio omologante.Le danzatrici eseguiranno partiture schematiche e ossessive in costante relazione con lo spazio limitato. Il tratto puramente coreografico sarà punteggiato con situazioni teatrali.
INFORMAZIONI
Informazioni e prenotazioni telefoniche:
Compagnia Arearea Lo Studio
Via Fabio di Maniaco, 15 33100 Udine
tel e fax 0432/600424
www.ertfvg.it
www.arearea.it
YouTube
Vimeo
Informazioni
a.ArtistiAssociati Soc. Coop.
Via Carducci 71 - Gorizia
tel 0481.532317 | fax.0481.537759
Referenti TeatroGiovani:
Fulvia Omero | Dania Del Favero
organizzazione@artistiassociatigorizia.it
BIGLIETTI:
Intero € 10.00
Ridotto (tesserati Lo Studio) € 8,00
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