Giovedì 17 gennaio 2008
Ore 21.00
Teatro San Leonardo
in collaborazione con Teatro Comunale dell’Unione di Viterbo
Riccardo Garrone in
L'AVARO
di Molière
traduzione e adattamento Nicasio Anzelmo
regia Maurizio Annesi
scene e costumi Kim Marie Brittain
musiche originali Simone Sciumbata
L’Avaro debutta nel 1668 al Palais Royal e da allora ha lasciata intatta la sua forza rappresentativa, anzi, se possibile, l’ha accresciuta nel corso dei secoli. La commedia è nata da una serie di stimoli che Molière ha attinto dall’Aulularia di Plauto - il carattere di Arpagone, il pranzo, il furto della cassetta e conseguente monologo, lo scontro con il servo -, dalla Belle plaideuse di Boisrobert (l’inserimento nel carattere dell’avaro del suo aspetto di usuraio), dai Suppositi di Ariosto e in generale dalla grande fucina della commedia dell’arte (l’aspetto del giovane che si introduce nella casa dell’amata come servitore per corteggiarla). Di certo tutti gli ingredienti tratti, per dirla alla Goldoni, dal libro del teatro, si mescolano a quelle connotazioni psicologiche, morali, di costume proprie del libro del mondo, concorrendo al raggiungimento di una miscela comica esplosiva, e di una carica satirica e di denuncia propria del grande commediografo. L’innovazione che sigla l’attualità del lavoro non è l’avarizia ma l’aspetto usuraio del personaggio, che è anche “investitore”, per usura, ma investitore, segnando il passaggio ad un’era più moderna. È un personaggio di grande spessore drammaturgico nel quale Riccardo Garrone si getta con entusiasmo, affascinandoci con la sua recitazione. Un’opera sublime per orchestra di attori e voce solista.
