sabato 19 febbraio 2005
Compagnia Excursus
MOODS
coreografia e regia Ricky Bonavita
concetto e ideazione Ricky Bonavita e Theodor Rawyler
musiche Stefania Tallini
disegno luci Danila Blasi
costumi Ricky Bonavita
con Daniele Amenta, Yari Molinari, Francesca Schipani, Giovanni Scura, Theodor Rawyler, Ricky Bonavita
Il lavoro propone come ambientazione una sorta di locale dove si ascolta musica jazz. Diversi personaggi popolano la scena in un continuo intrecciarsi di sottili, lucidi o seducenti giochi di relazione, tenuti a bada da un barman quanto mai improbabile.
Le forti componenti delle sonorità jazz hanno ispirato in tal senso brani coreografici in cui il lavoro, pur essendo sempre di ricerca stilistica e di linguaggio, verte piuttosto sui rapporti fra le diverse tipologie di personaggio, sgerite dalle variazioni strumentali, timbriche e melodiche dei vari brani musicali. Una sorta di viaggio, in cui il percorso individuale di ognuno degli interpreti si incontrerà per dare luogo ad azioni drammaturgiche avvolte da atmosfere dark di fumosi luoghi chiusi.
La danza, ora passionale e lirica, ora scatenata e trasgressiva, avrà sempre il suo rigore stilistico accomapganto anche da momenti che lascerano spazio alla creatività estemporanea dei danzatori, avvolti dai continui stimoli melodici e ritmici del coinvolgente jazz della compositrice italiana Stefania Tallini
RUSH
coreografia Ricky Bonavita
musiche J.Verdin, R.Sakamoto
disegno luci Danila Blasi
costumi Raffaella Verna
con Daniele Amenta, Yari Molinari, Francesca Schipani, Giovanni Scura, Ricky Bonavita
Nella dimensione di un immaginario luogo metropolitano, diversi individui vivono incontri casuali ed emozioni fugaci. Nell’atmosfera dinamica e frizzante creata dalle sonorità tecno, situazioni di quotidiano ma stilizzato realismo si alternano a momenti di surreale intimità.
Un contesto urbano e tecnologico dove rapporti contrastanti o di sottile complicità creano deliranti percorsi dinamici e gestuali. Una drammaturgia dove visionari personaggi del nostro tempo propongono il proprio vissuto giocando ironicamente con lo spazio, il ritmo, l’energia.
