CIRCUITO DANZA FRIULI VENEZIA GIULIA
FESTIVAL DI DANZA "IN FRONTIERA SULLE PUNTE" 9^ EDIZIONE

Sabato 21 novembre 2009, dalle ore 20.30

A UN PASSO DAL SOGNO
Suggestioni sullo Schiaccianoci

con gli allievi di ASD Centro Formazione Danza Città di Trieste, Isadora Città di San Vito al Tagliamento, Sipario! di Fagagna, Dance City di Monfalcone, Il Centro Danza di Monfalcone, Elever Contatto Danza di Cormòns.
con la partecipazione della Compagnia Tocnadanza di Venezia
in collaborazione con ArteffettoDanza di Trieste

Con la partecipazione di
Tocnadanza di Venezia
SATNA
coreografia e interpretazione Michela Barasciutti musiche popolari mediterranee


Domenica 22 novembre 2009, dalle ore 17.30

A UN PASSO DAL SOGNO
Suggestioni sullo Schiaccianoci

con gli allievi di Giovani@arteffetto di Trieste, Dance City di Monfalcone, Nivas Ballet di Monfalcone, ASD Centro Formazione Danza Città di Trieste, Associazione Studiodanza, Scuola di danza Ceron di Udine
con la partecipazione della Compagnia Spellbound di Roma
in collaborazione con ArteffettoDanza di Trieste

Con la partecipazione di
Spellbound Dance Company
HOW TO PRAY
coreografia Mauro Astolfi

Nell’ambito della nona edizione di “In frontiera sulle punte” la a.ArtistiAssociati Circuito Danza Friuli Venezia Giulia apre il Teatro Comunale di Cormòns per la realizzazione di una Vetrina delle Scuole di Danza del Friuli Venezia Giulia che hanno la possibilità di eseguire una propria coreografia, liberamente ispirata al tema portante del celebre balletto “Lo Schiaccianoci”. L’iniziativa è una preziosa occasione di contatto e condivisione tra le strutture didattiche della nostra regione con le realtà e le compagnie professionali, un’opportunità per osservare e ascoltare, maturare nuove esperienze, confrontarsi per crescere professionalmente, in un’atmosfera positiva di socializzazione. Lo spirito dell’iniziativa vuole che protagonisti siano i giovani futuri danzatori per valorizzarne l’impegno e la passione, il sacrificio e il rigore con cui si dedicano all’arte coreutica. Sono valori a cui si vuole dare risalto, oltre la creatività e il talento, necessari ma non assoluti. Un ringraziamento va rivolto alle scuole, per la partecipazione e l’attenzione con cui, da anni, seguono la rassegna cormonese e gli appuntamenti dedicati alla danza.










Sabato 28 novembre 2009, ore 21.00

Arearea - Mittelfest 2009

NERVI_IL CORPO EROICO.

coreografia e regia Marta Bevilacqua
interpretazione Marta Bevilacqua, Anna Giustina, Valentina Saggin.
musiche originali Vittorio Vella,
disegno Luci Luca Quaia

Segue a Reliquia_ il corpo santo, Nervi_il corpo eroico come secondo appuntamento della trilogia Libro di Carne. Il secondo momento dello studio genealogico sul corpo, sospende il rapporto tra religione e corporeità per addentrarsi in quello tra ragione e corpo. La multiformità del corpo e dei suoi linguaggi parla questa volta attraverso la lucentezza della corazza e la fibrillazione dei nervi, attraverso i meccanismi, tutti moderni, della ragione e delle sue capacità di previsione. L’eroe mitologico, l’eroe tragico, l’eroe romantico e persino l’eroe contemporaneo hanno in comune l’incarnazione della diversità, e il piacere dell’invincibilità, la scommessa e la sopportazione del dolore, la lucidità dello sforzo verso l’imprevisto del divenire. L’eroe non è un santo ma un semi-dio stoico, un semi-dio illuminato dall’ intelletto, un coraggioso con l’animo di un temerario. Il destino dell’eroe è quello di perdere la propria carne, inferendo simbolicamente contro il proprio corpo in favore di un ultra – corpo. Contro la ginnastica dell’obbidienza e della violenza indistinta, contro la massificazione della forza, contro l’unidirezionalità dell’obbiettivo, l’eroe è un singolo consapevole della complessità del destino, un fascio di nevi, è uno scatto di impazienza e un sentiero di imprevisti. Nessuna sovrabbondanza d’armi, solo una corazza ricamata piena di cuore. Il corpo eroico non guarda al cielo, semmai alla gloria terrena, non accetta la decomposizione della carne, ma la affronta, la sceglie, la vuole. Con ardore selvaggio e torbido egli mette sulla polvere una carne profonda:una carne dalle origini remote, dall’antico mistero, dalle libidini sacre.

Si svegli l’eroe! Quello che appare in tutte le fiabe e i racconti mitologici come simbolo della possibilità di andare avanti nel proprio viaggio vitale e trovare un significato a questo movimento, quello che non teme la battaglia contro il mostro, il nemico da cui esce vittorioso. Si svegli l’eroe, perché il passato è irrevocabile non solo in quanto dissolto dal tempo che scorre, ma perché su di esso ha preso il sopravvento un presente volgare, che ignora e che spregia la bellezza. Si svegli l’eroe, per salvare l’uomo creatura: ansioso e dolente, curvato sotto leggi infrangibili. Si svegli l’eroe e non il salvatore, non il redentore, ma il plasmatore di uomini tragici. Solo il coraggio infatti terrorizza i nostri difetti e gli istinti nichilisti. L’eroe non è un semplice guerriero. Questo si realizza nella lotta ed annientamento del nemico, l’eroe ha in sé la capacità di combattere, ma il suo scopo è l’integrità e il senso di comunione con il tutto, l’azione e la vittoria, la soluzione e l’ unione di ciò che appare come divisione.










Venerdì 11 dicembre 2009, ore 21.00


Studiomusica

TAP OLE'

Tap Dance e Chitarra Spagnola.
coreografi e danzatori Guillem Alonso, Roser Font
chitarra Roger Raventós, Alejandro Pérez Gràcia

TapOlé è un'esplosione di ritmo ed energia: il virtuosismo e la passionalità della chitarra spagnola sono combinati con la precisione e l'eleganza delle coreografie e la spontaneità dell'improvvisazione; si passa attraverso danze sorprendenti come la body percussion o la sand dance, ballate all'inizio del secolo scorso negli Stati Uniti, ma al giorno d'oggi completamente scomparse. I tap dancers Guillem Alonso e Roser Font sono celebri solisti internazionali che si sono esibiti in tutta Europa e negli Stati Uniti con spettacoli come Fire of Dance, Barcelona Rhythm Tap, Camut Band “Life is Rhythm”, American Tap Dance Orchestra, Manhattan Tap. Accanto a loro, e parte integrante dello spettacolo, i chitarristi Alejandro Pérez Gràcia e Roger Raventós con i quali i ballerini lavorano insieme da anni. Le due chitarre combinano la loro abilità del repertorio classico regalando momenti coinvolgenti con influenze di altri stili come flamenco, rumba, latin, jazz. TapOlé è stato rappresentato, sempre con grandissimo successo, in tantissimi festival e teatri in tutto in mondo. Ricordiamo in particolare: New York Tap Festival nel 2003 e nel 2006; International Valladolid Festival 2004 (dove ha ricevuto il premio del pubblico); Edimburgh’s Hogmanay 2005; International Feet Beat Tap Festival 2006 di Helsinki









Lunedì 1 febbraio 2010, ore 21.00

Aragon Boaglio – L’Agenzia della Danza

PASIONES COMPANY - DIVINO TANGO

coreografie Adrian Aragon, Erica Boaglio
musiche Astor Piazzolla, Carlos Gardel Esteban Gutierrez, Luis Corallini
danzatori Adrian Aragon, Erica Boaglio, Javier Gardella, Daniel Oviedo, Ivan Alvarez, Silvana Torres, Mariana Casagrande, Ismael Reyna, Julieta Ghibaudo, Leonardo Santander, Cristian Saldana, Isaac Gardella, Belen Bernasconi
scene Valeria Ambrosio
regia Adrian Aragon
a cura di Terry Chegia, Mauro Giannelli

‘Divino Tango’ è uno spettacolo elegante, sensuale e di alto impatto emotivo, dove il filo della storia ci porta alle meravigliose ed affascinanti scene di una Argentina viva e piena di speranza. Luci, coreografie e musiche articolate senza fessure aumentano maggiormente il grande livello artistico della Pasiones Company, con Erica Boaglio e Adrián Aragón come protagonisti indiscutibili di uno spettacolo mozzafiato che fulmina i sensi. Classico e contemporaneo al tempo stesso, Divino Tango è una magistrale creazione con una messa in scena superba, agile e struggente. Storie in bianco e nero, o colorate dalla passione. L’eros sottilmente presente quando la coppia va oltre al ballo... e il ballo è una conseguenza di due corpi che ci suggeriscono il dopo. Adrian ed Erica ci porteranno nell’anima di un paese ricco culturalmente, dove l’immaginazione viaggia tanto velocemente quanto la voglia di uscire da una eterna crisi che ci colpisce di continuo. La colonna sonora è stata accuratamente selezionata al fine di apportare ad ogni coreografia gli elementi sensibili che la storia richiede. Uno spettacolo classico e contemporaneo al tempo stesso e una colonna sonora che affianca a Carlos Gardel, Astor Piazzolla, e Francisco Canaro, le nuove creazioni di Luis Corallini.

“Il Tango non è una proprietà privata, o soltanto un passo più o meno complesso o sensuale... Non è soltanto un Museo di personaggi di inizio del Novecento nei fiumi peccaminosi delle Milonghe. Il Tango non si impara, si vive! Il Tango è parte della nostra anima argentina... oggi... come ieri… come domani. E se la nostra anima e Divina, lo è anche il nostro Tango!“
Adrian Aragon








Sabato 27 marzo 2010, ore 12.30-19.00

LABORATORIO COREOGRAFICO con la COMPAGNIA BOTEGA

Laboratorio coreografico di house-music dance e break-dance condotto da due danzatori professionisti della Compagnia di Danza Botega di Enzo Celli.
L’incontro prevede l’inserimento didattico e tecnico di elementi coreografici per questo particolare tipo di danza contemporanea, fino ad arrivare a comporre una mini lezione dimostrativa da rappresentare.

ENZO CELLI Curriculum Vitae
Enzo Celli nasce artisticamente attraverso molteplici esperienze formative. L'approccio all'espressione corporea avviene dapprima attraverso l'atletica, poi attraverso lo sport estremo.
La danza arriva a lui quasi per caso, quando entra in contatto con l'hip hop. Affascinato dalla carica intrinseca di questa danza Enzo Celli intraprende la strada dell'arte portando con se l'eredità accumulata in anni di atletica e sport estremo. Forte delle sue capacità atletiche, e di uno spirito impavido e libertario, Enzo Celli trasferisce in danza le sue esperienze, inventando uno stile del tutto singolare ed inconfondibile, che fonde le tecniche dell’hip hop con quelle della danza contemporanea, caratterizzando uno stile dalla forte fisicità.
Nel 1995 riunisce la prima formazione dei Botega (di cui è ancora il direttore artistico), un gruppo di danzatori, atleti, ginnasti, "breakers" e "stuntmen", con il quale intraprenderà un percorso verso la costituzione dell'attuale compagnia.
E' ospite all'interno di numerosi programmi televisivi tra cui "Uno Mattina" (RAI UNO), "Terno Secco" (TMC), "Goleada" (TMC), "Uno Mattina Estate" (RAI UNO), "Laboratorio 5"(Canale 5), "Maurizio Costanzo Show" (Canale 5), "Quando il sole se ne va in America"(TMC), "Svegliati" (Match Music), "Hip-Hop Generation" (RAI TRE) e “Magazzini Einstein - RAI EDUCATIONAL (RAI UNO).
E' coreografo di numerosi special televisivi RAI: "Notte sul mare" 2001, "Voci di una notte di mezza estate" 2002, "Tazio Nuvolari, il Mantovano volante" 2003.
Collabora con la giovane cantautrice Elisa, affiancandola in occasione del concerto/spettacolo "Per Elisa" (Festival di Castiglioncello) e all'interno di "Domenica In"(RAI UNO). Nell'estate del 2003 realizza le coreografie per "I trionfi del Petrarca" con musiche originali del Maestro Berio.
E' coreografo e solista, insieme a Carla Fracci, George Iancu e Daniel Ezralow, dello spettacolo "Ovo, una maratona per Peter Gabriel" con musiche originali di Peter Gabriel. Nell’estate 2004 è assistente alle coreografie di Lindsay Kemp per la sfilata in Piazza del Popolo di Rocco Barocco, e danza con Daniel Ezralow in Hip Hop Generation per la RAI. Nel 2005 è uno dei coreografi della serata "L'amour et son l'amour, l'uomo che danza e la sua ispirazione" di Vittoria Ottolenghi, per il TodiArteFestival, e viene anche chiamato a Colonia, in occasione della GMG, per lo spettacolo “Italyani”, dove si esibisce in uno stadio davanti un pubblico di 70000 persone.

Nel giugno 2006 Enzo Celli partecipa con il gruppo al gala “Amores”, diretto da Vittoria Ottolenghi, insieme a compagnie come quella di Alvin Ailey,di Bèjart, del Bolshoi, Staatsballet di Monaco.
Nel 2008 Enzo Celli e i Botega sono ospiti del Russian Drama Theatre di Ufa, Bashkortostan e del Ramallah Contemporary Dance Festival con grande successo di pubblico e di critica. Nel 2009 Enzo Celli e la Compagnia sono nuovamente ospiti in Palestina al Ramallah Contemporary Dance Festival con un lavoro di coproduzione con oltre 20 danzatori palestinesi e italiani della compagnia Botega. Il progetto è stato realizzato per la serata inaugurale del Festival stesso il 21 aprile presso il Ramallah Culturale Palace di Ramallah il tutto seguito poi da una tourneè a Gerusalemme, Ramallah e in Israele, a Nazareth ed Haifa.
Sia nel 2008 che nel 2009 il progetto è stato sostenuto dal Consolato Generale d’Italia a Gerusalemme.










Domenica 28 marzo 2010, ore 18

Gruppo Danza Oggi – Compagnia Botega

PARACASOSCIA

coreografie e regia Enzo Celli
con Enzo Celli, Mattia De Virgiliis, Francesco Di Luzio, Andrea Ferrarini, Federica Galimberti, Daniele Lombrici, Elisabetta Minutoli, Laura Ragni, Martina Ragni
assistente alle coreografie Federica Galimberti
disegno luci e fonica Luca Barbati
costumi Luciana Strata
elaborazioni grafiche Dingrafica
elaborazioni musicali Enzo Celli
una produzione G.D.O.

Paracasoscia è uno spettacolo arguto ed autoironico che rivisita lo splendido patrimonio lirico nazionale, soprattutto verdiano e rossiniano, con un linguaggio giovane, frizzante, contestuale… tanto energico e vigoroso, quanto sottile e delicato, come le voci liriche rispettivamente maschili o femminili sanno essere.
Un modo nuovo ed estremamente moderno di avvicinarsi all’Opera sia da parte del Coreografo Enzo Celli che della compagnia Botega che ne interpretano il linguaggio, e soprattutto di far avvicinare al Repertorio Lirico Italiano il target giovanile.
Paracasoscia (tradotto dal dialetto ‘Sembra che soffi’) è un carosello delle arie celebri, appunto, che dal mondo della lirica ’soffiano’ verso il pubblico travolgendolo con un linguaggio contaminato tra danza, break dance, acrobatica e arti circensi, fuse tra loro in un gioco semi serio. Paracasoscia vuol giocare con le nostre tradizioni ‘soffiando via’ il peso del tempo.









Sabato 8 maggio 2010, ore 13-19

LABORATORIO COREOGRAFICO
con PAOLO MOHOVICH

direttore artistico e coreografo del Balletto dell’Esperia

Partendo dall’idea ispiratrice del balletto MOZART/AQVA, creato da Mohovich nel 2006, il laboratorio sarà incentrato sulle due dinamiche coreografiche che contraddistinguono questo lavoro: da un lato la dinamica legata al mondo acquatico, che vede il corpo emulare le movenze e le forme del mondo animale e vegetale sottomarino, dall’altro una ricerca formale molto attenta alla musicalità, alle forme definite dai codici della danza accademica declinati al contemporaneo. Sarà interessante vedere come i movimenti che ricreano il mondo acquatico sono veramente affini al nostro essere, indipendentemente dall’apprendimento delle discipline della danza. Ma vedremo anche come il nostro corpo, servendosi dei propri impulsi, della propria musicalità e sensibilità, può disegnare nello spazio architetture musicali e movimenti che sono il risultato dell’elaborazione di tecniche di danza codificate, come quella classico-accademica.
Il laboratorio, della durata di sei ore, incomincerà con una classe di riscaldamento di danza classica. Proseguirà con una parte di lavoro sul corpo che si avvarrà di uno stile contemporaneo ispirato alle forme arrotondate e sinuose provocate dall’acqua, e con un’altra parte successiva che punterà su un lavoro sul corpo più propriamente musicale, in cui verranno elaborate delle sequenze più direttamente legate alla tecnica neoclassico- contemporanea. In questo modo verranno rimontate con gli allievi due sequenze coreografiche tratte dallo spettacolo Mozart/Aqva: nella parte finale del laboratorio saranno presenti anche i danzatori dell’Esperia, che si uniranno ai partecipanti nelle due sequenze del balletto.
Alla fine del laboratorio, gli allievi e i danzatori della Compagnia si presteranno ad una presentazione di questi brevi estratti: questo momento di spettacolo, alle ore 18,30 sarà aperto al pubblico.

PAOLO MOHOVICH Curriculum vitae
Paolo Mohovich inizia i suoi studi di danza a Torino con Sara Acquarone e li prosegue a Cannes con Rosella Hightower, Jose Ferran e Edward Cook. Lavora come danzatore a Madrid con il Ballet de Victor Ullate e con il Ballet di Saragozza, a Firenze con il Balletto di Toscana. In queste compagnie affronta lavori di importanti coreografi come Uwe Sholz, William Forsythe, Robert North, Gorge Balanchine, Nacho Duato, Rudi van Dantzig, Hans van Manen, Mauro Bigonzetti e Fabrizio Monteverde. Negli anni Novanta inizia ad interessarsi alla coreografia. Ottiene per due volte, nel 1995 e nel 1997, il Prix Volinine di Coreografia a Parigi, a cui seguono inviti a festival prestigiosi come Le Temps d’Aimer di Biarritz o il Festival d’Autunno di Madrid. Nel 1999 fonda il Balletto dell’Esperia, che ha sede a Torino. Mohovich ha creato fino ad oggi circa 40 coreografie sia per il Balletto dell’Esperia, sia per altre compagnie come la Maximum Dance Company di Miami, il Balletto di Toscana, il Ballet di Saragozza, il Centre Coreografic de la Comunitat Valenciana, la Miami Contemporary Dance Company, il Centro Drammatico de Aragon (Spagna) e prossimamente il Ballet d’Europe/Jean Charles Gil.









Domenica 9 maggio 2010, ore 18

Balletto dell'Esperia

MOZART/AQVA

Lo spettacolo è composto da due balletti interpretati dal Balletto dell’Esperia: LA MORTE DEL CIGNO, con la coreografia di Thierry Malandain e MOZART/AQVA, con la coreografia di Paolo Mohovich.

La Morte del Cigno

Coreografia Thierry Malandain
Musica Camille Saint Saëns
Costumi Jorge Gallardo
Luci Jean Claude Asquié
Interpreti Silvia Moretti, Roberta Noto, Elena Rittatore

Un brano di rara bellezza del famoso coreografo francese Thierry Malandain, direttore del Centre Chorégraphique National Ballet Biarritz: La morte del Cigno è la malinconica e splendida rivisitazione di Malandain di uno degli assoli più famosi della storia del balletto, sulla musica struggente Le Cygne - tratta dal Carnevale degli animali - di Camille Saint Saёns. Composto nel 1905 da Michel Fokine per la ballerina Anna Pavlova, questo poetico assolo rimase nel repertorio della grande danzatrice fino alla sua morte: il pathos e l’identificazione che stabilì con il cigno morente la consacrarono interprete assoluta di questo ruolo. Momento di danza pura, la rivisitazione di Malandain non vede in scena un’unica danzatrice, bensì propone un trio femminile a evocare la potenza e la grazia di un uccello, il cigno, nei secoli protagonista di molti simboli, tra cui quello della luce. La luce del biancore immacolato, quella del riflettore che segue il cigno di Fokine, quella del cielo in cui si muove questo splendido volatile. Il Cielo: la Tradizione attribuisce un valore particolare al numero tre ed è per questo che il coreografo ha moltiplicato per tre l’interpretazione di questo canto celeste: tre donne scese dal cielo vengono sulla terra per rendere il loro ultimo soffio prima di incarnarsi in cigni e intraprendere un nuovo volo.

Mozart/Aqva

Coreografia e costumi Paolo Mohovich
Musica Wofgang Amadeus Mozart e suoni acquatici
Luci Sergio Rissone e Paolo Mohovich
Interpreti Davide Di Giovanni, Gonzalo Fernàndez, Silvia Moretti, Roberta Noto, Elena Rittatore, Miguel Soto Calatayud, Davide Valrosso

MOZART/AQVA è un balletto che si ispira all’affinità tra l’elemento acquatico e la leggerezza quasi naturale delle partiture mozartiane. Paolo Mohovich ha creato una coreografia che vuole giocare sulla contrapposizione tra dionisiaco e apollineo, tra la forza della natura e la ricercatezza architettonica della musica barocca. Due mondi che non si respingono, ma anzi che divengono, quasi come in un respiro, la conseguenza, lo sfogo l’uno dell’altro. Ricordando il 250° anniversario del genio di Salisburgo, Mohovich ha voluto fare uso, sempre per abbinare due mondi differenti, di una dinamica molto acquatica nel disegno coreografico (i suoni acquatici, tra cui anche i suoni emessi da cetacei marini, sono visti come parti integranti di autentiche sinfonie naturali) abbinata ad un’altra più eterea, dove i danzatori assecondano le famose melodie mozartiane. Il proposito è creare una vera festa di plasticità in cui immergersi. I danzatori dunque alternano a sequenze neoclassiche movimenti che riproducono la lentezza prodotta dall’attrito dell’acqua sul movimento umano, movimenti di braccia ispirati ai mammiferi marini e ad altre creature marine, movimenti che ricordano quella dimensione acquatica piacevole e primordiale in cui ogni essere umano si trova prima di nascere. Si potrà così vedere in ogni artista presente in scena la primordialità dell’”essere animale” e il suo volto opposto, risultato dell’elaborazione di molteplici codici presenti nelle tecniche di danza costruite dall’uomo durante i secoli. A dire che dionisiaco e apollineo convivono in ognuno di noi.










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