|
|
|
SPETTACOLI TEATRO RAGAZZI 2010/2011
|
|
|
|
|
SUN E IL PIANETA TERRA
amici per un futuro ecosostenibile

di Serena Finatti regia
Enrico Cavallero e Serena Finatti
con Chiara Cardinali, Enrico Cavallero e Serena Finatti
pupazzi e burattini Chiara Cardinali
musiche Serena Finatti e Andrea Varnier
coreografie Giulia Mininel
costumi Elisa Bolognini
scene Enrico Cavallero e Suomi Vinzi
tecniche di rappresentazione: teatro d’attore con pupazzi e burattini
Produzione a.Artisti Associati
età consigliata: bambini delle scuole materne ed elementari
Sun e il Pianeta Terra è una storia fantastica di amicizia e amore, che si ispira ai principi dello sviluppo sostenibile e all'educazione alla protezione dell'ambiente.
Nasce lontano, là dove l'aria si esaurisce totalmente e inizia lo Spazio. In una galassia ancora sconosciuta all'uomo, immaginiamo che esista un pianeta simile alla Terra, dove vivono delle creature simili agli esseri umani ma ben più evolute, che sono state capaci di progredire allo stesso modo tanto nella scienza e nella tecnologia, quanto nell'amore e nel rispetto per la vita. Agli occhi di chi vive lassù, il nostro bel pianeta, con tutti gli esseri viventi che ospita, appare in estremo pericolo, a causa dell'egoismo e dell'incuria dell'Uomo, considerato ormai una razza in via di estinzione! Una giovane creatura di questo fantastico pianeta è affascinata dalla Terra, così tanto da decidere di conoscerla di persona. Scopre così di quanta bellezza essa sia ricca, grazie alle incredibili risorse naturali, e può vedere da vicino di cosa è capace l'Uomo, nel bene, e nel male. Da una parte l'arte in tutte le sue forme, la capacità di costruire, inventare, risolvere, con l'ingegno, le mani, la forza, e dall'altra lo sfruttamento indiscriminato del pianeta, l'inquinamento e la mancanza di rispetto per le altre specie, animali e vegetali. Nascerà così un patto di solidarietà a sancire l'impegno da parte dell'Uomo di perseguire uno sviluppo che faccia fronte alle necessità delle generazioni presenti, senza compromettere la possibilità di quelle future di soddisfare le proprie. Non è troppo tardi per agire, il pianeta ha risorse per rigenerarsi, se gliene diamo la possibilità.
disponibilità: da gennaio 2011
distribuzione: Fulvia Omero
tel. 0481.532317
mail organizzazione@artistiassociatigorizia.it
|
|
|
SARA'

di Serena Finatti
con Enrico Cavallero, Serena Finatti, Chiara Cardinali
regia Enrico Cavallero e Serena Finatti
scene Enrico Cavallero e Suomi Vinzi
costumi Elisa Bolognini
pupazzi Chiara Cardinali
musiche e testi Serena Finatti e Andrea Venier
coreografie Giulia Mininel
tecniche di rappresentazione: teatro d’attore con pupazzi e burattini
una produzione a.Artisti Associati
età consigliata: bambini delle scuole materne ed elementari
Sarà è la storia di una cicala appena nata, che si è smarrita “fra i ciuffi d’erba sulla riva del fiume Stecca. Il fiume Stecca segna il confine tra il pratoTuttotondo e il prato Tuttoquadrato…”, nessuno sa però nulla di lei. Potrebbe essere un coleottero, una farfalla, una formica o altro, ma è ancora troppo piccola per capirlo! Nella sua fragilità, cerca con forza di conoscere le sue origini e di ritrovare la sua famiglia, chiedendo aiuto prima ad un gruppo di giovani margherite, poi al saggio Pietro la Testuggine al signor Grillo, alle amiche Libellule, alle formiche e a tanti altri animaletti. Sentendo la triste storia della piccola larva senza nome, le amiche Libellule si commuovono e mosse da tenerezza e amore, le propongono di rimanere con loro, come se fosse una della famiglia, superando le inevitabili diversità che le caratterizzano: “se i tuoi genitori verranno a riprenderti sarai libera di andar via con loro… quando crescerai prenderai il tuo volo”. Tutti gli amici che l’hanno seguita nella sua tortuosa avventura, sono finalmente felici e insieme decidono di darle un nome, la chiamano: Sarà. “Nelle avversità della vita avrai sempre chi ti starà vicino, è una favola a lieto fine, la tua storia sa di buona speranza”.
disponibilità: da aprile a dicembre 2010
distribuzione: Fulvia Omero
tel. 0481.532317
mail organizzazione@artistiassociatigorizia.it
|
|
|
DA UNA GOCCIA NEL MARE

di Serena Finatti
regia di Enrico Cavallero
con Enrico Cavallero, Serena Finatti e Chiara Cardinali
scene di Suomi Vinzi
costumi e pupazzi di Chiara Cardinali
tecnica utilizzata: teatro d’attore con pupazzi animati e burattini
età consigliata: scuole materne ed elementari
produzione
A.Artisti Associati
È la storia di Goccia, la sardina, un piccolo pesciolino pieno di coraggio e iniziativa, che dopo essersi spostato per l’inverno presso la costa in acque poco profonde, decide di ritornare a casa in mare aperto, dai suoi amici e dallo zio Totonno. Al suo arrivo nella “conca dello zio Totonno” scopre che molte cose in sua assenza sono cambiate: la comparsa della mucillaggine, gli strani oggetti sul fondo, usati dagli abitanti come tana, la minaccia delle reti divoratrici, la paura per la macchia nera e la malattia del povero zio ormai ridotto allo stremo delle forze... Grazie alle spiegazioni del rozzo Luciano il gabbiano, mangiatore di patatine, e di Capone ubriaco il conoscitore di catastrofi marine, apprende la triste verità: l’inquinamento sta distruggendo il suo mare e tutto a causa dei mammiferi egoisti: gli uomini. Sembra inoltre che quasi nessuno desideri reagire, anzi alcuni pesci credono di essersi adattati ottimamente a questa condizione, senza rendersi conto del reale pericolo in cui versano. Goccia non si perde d’animo e cerca di convincere i suoi amici: occhi verdi, Sugarello, Gianni il gambero e tutti gli abitanti del suo mare, a mettere in atto un piano di protesta contro gli umani. Tutti insieme stabiliscono, in occasione dell’arrivo della tempesta, di formare un’ enorme catena, che unita alla forza delle correnti marine e al vento, gli consenta di spingere a riva tutti i rifiuti che l’uomo ha gettato in mare. L’idea di Goccia viene attuata con successo, vi partecipano tutti gli abitanti e al mattino seguente la spiaggia si riempie di spazzatura. La speranza di Goccia e dei suoi amici, è che l’uomo si renda conto di quanto il mare stia soffrendo a causa sua, e che decida di proteggerlo, evitando di usarlo come fosse un sacco per i rifiuti. È una storia d’avventura e d’amicizia, che invita ognuno di noi a credere di poter essere come una Goccia, che insieme a tante altre diventa un mare ed è con la forza di tante gocce che si può tentare di cambiare le cose, di migliorare il mondo.
|
| |
ESMERALDA LA FARFALLA

di Enrico Cavallero e Serena Finatti
liberamente ispirato ad una fiaba di Didier Daeninckx
con Enrico Cavallero e Serena Finatti
regia di Serena Finatti
scene e costumi Chiara Cardinali
musiche originali di Pietro Sponton e Serena Finatti
tecniche: teatro d’attore con pupazzi e burattini
età consigliata: scuole materne ed elementari
produzione
A.Artisti Associati
Esmeralda è un farfalla bianca, desiderosa di conoscere il mondo: ecco perché vola oltre i confini del suo bosco per scoprire nuove terre. Durante questo viaggio i bambini impareranno, insieme alla protagonista, a riconoscere i colori incontrando tanti personaggi, ognuno con le sue particolari caratteristiche… Entreranno in una “dimensione fantastica” dove tutto sembrerà più grande rispetto alla realtà, oppure saranno loro che giocheranno a sentirsi piccoli quanto una farfalla. Purtroppo però, non sempre si è ben accolti quando si viene da lontano e si hanno le ali di un colore diverso… Esmeralda si troverà a dover affrontare svariate difficoltà: prima la paura di perdersi, poi l’incontro con la sentinella del bosco, il salice piangente che sembra burlarsi di lei ripetendo sempre le stesse domande, poi con l’imperatore del campo di lavanda, uno splendido farfallone colorato che non ammette nel suo regno farfalle con ali bianche, e ancora la furia del vento, la fatica di volare con le ali sporche... tutte prove che Esmeralda saprà superare imparando, insieme ai bambini, il valore della “differenza” e il coraggio di vivere “liberi”. Una piccola storia che invita i bambini e gli adulti a conoscere ed amare ciò che è diverso da noi, sfumature e colori che non fanno che arricchire gli occhi e il cuore di chi li sa cogliere...una storia di speranza e di pace.
|
| |
POPONE L'ELEFANTE

di Enrico Cavallero e Serena Finatti
liberamente ispirato ad una fiaba di Theodor Seuss Geisel
con Enrico Cavallero e Serena Finatti
regia di Serena Finatti
scene di Suomi Vinzi
costumi di Maria Nives Cernic
musiche originali di Serena Finatti e Pietro Sponton
tecniche: teatro d’attore con pupazzi e burattini
età consigliata: scuole materne ed elementari
produzione
A.Artisti Associati
La fiaba narra la storia di Popone, un elefante tanto grosso quanto sensibile, che mentre “si crogiola nelle gioie giunglevoli…sente un suon dei più fievoli” provenire da un granello di polvere: un piccolo mondo rischia di essere distrutto dall’indifferenza di chi, come l’altezzosa cangura, gli egoisti fratelli Macachi, la beffarda aquila Razzia e l’intollerante serpente Pito, non vuole credere nell’esistenza di Chissà, la città contenuta nel granello e dei Chi, i suoi abitanti.
“… io credo e penso che ognuno è importante, sia piccolo o immenso” è con la forza di questo pensiero che Popone cerca in tutti i modi di aiutare i suoi minuscoli amici, che potranno salvarsi e provare la loro esistenza solo unendosi in un unico forte e rumorosissimo grido.
È una fiaba divertente, tenera e allo stesso tempo profonda. Con l’aiuto dei suoi personaggi fantastici, vengono trattati temi socialmente e umanamente importanti, primo fra tutti quello della tutela delle minoranze e dei loro diritti. E’ anche un invito ad osservare la vita da ogni angolazione possibile, con delicatezza e umorismo.
|
|
|
|
|
ROSA E L'USIGNOLO

di e con Enrico Cavallero, Serena Finatti e Chiara Cardinali
regia di Chiara Cardinali
scene di Suomi Vinzi
filastrocche di Andrea Venier, Serena Finatti
burattini di Serena Finatti
tecnica utilizzata: teatro d’attore
con pupazzi animati e burattini
età consigliata: scuole materne ed elementari
produzione: Compagnia di Prosa Gianrico Tedeschi a.Artisti Associati
Un tema, un disegno da fare, Rosa delude le aspettative della maestra e dei genitori. Questa bambina non ha fantasia, non sa divertirsi come gli altri bimbi? “Disegnate la cosa più divertente che vi piacerebbe fare”, questo si che è un bel titolo, io vorrei fare il supereroe, io la ballerina, io invece andare a esplorare il mondo, io vorrei andare a cavallo, io invece fare tanti giri sulla mia giostra preferita, e fare le magie come Harry non sarebbe divertente? Quante idee e che bei disegni colorati avete fatto. Questi si che sono bambini che sanno il fatto loro... ma cara Rosa disegnare un usignolo non c’entra proprio niente! Papà mamma e sorella maggiore si armano di coraggio e fantasia per aiutare Rosa a pensare a qualcosa di molto divertente da disegnare per la maestra e riparare così alla brutta figura. A volte però è meglio ascoltare quello che i bimbi hanno da dire, magari a modo loro, piuttosto che volerli sempre aiutare a modo nostro. Saperli ascoltare, ecco il segreto per liberare insieme a loro la fantasia!
|
|
|
di Enrico Cavallero
liberamente ispirato ad un racconto di Pépito Matéo
con Enrico Cavallero, Serena Finatti, Chiara Cardinali e Giancarlo Schilter
regia di Serena Finatti
scene di Suomi Vinzi
filastrocche di Serena Finatti
tecniche: teatro d’attore con pupazzi animati di Serena Finatti
età consigliata: dai 3 ai 10 anni
produzione a.Artisti Associati Compagnia di Prosa Gianrico Tedeschi
“Un giorno in un paese non lontano da qui un bambino smise di parlare”.
Potrebbe iniziare con queste parole la storia che vi vogliamo raccontare. Una storia di sogni infranti che grazie all’amicizia e all’irrefrenabile voglia di vivere che ogni bambino possiede rinascono ancora più vividi e forti. Purtroppo ci sono molti luoghi nel mondo in cui i bambini hanno smesso di sognare e di sorridere, il nostro è uno di questi luoghi dove lo sfruttamento, la povertà, le carestie o la guerra non sono gli orchi cattivi che si leggono nelle favole o si vedono in televisione bensì una realtà quotidiana che condiziona le azioni più elementari, la cultura di intere generazioni, trasformando la vita in un inutile susseguirsi di giorni uno uguale all’altro e in cui la parola futuro non porta con se nessun’aspettativa e anzi fa paura. L’idea stessa di sogno come noi la concepiamo perde di significato e non c’è niente di più ingiusto che togliere ad un bambino la capacità di sognare. Ma il nostro bambino ha degli amici straordinari, un po’fantastici e comici (come tutti i bambini del resto e come in tutte le favole). Saranno loro a riaccendere nel cuore del piccolo una fiammella grazie alla quale riuscirà a ricordare tutte le cose belle e ricomincerà a sognare come una volta.
|
| |
C'ERA UNA VOLTA UN RE...

di Enrico Cavallero
liberamente ispirato alla fiaba “Il vestito nuovo dell’Imperatore” di Hans Christian Andersen
con Enrico Cavallero, Serena Finatti e Chiara Cardinali
regia Serena Finatti
costumi Elvia Tomba
burattini realizzati da Serena Finatti
tecnica utilizzata: Teatro d’attore e burattini
età consigliata: scuole materne ed elementari
durata dello spettacolo: 50 minuti
produzione a.Artisti Associati
“C’era una volta un Re...” è un testo di Enrico Cavallero, liberamente ispirato alla celebre fiaba “Il vestito nuovo dell’Imperatore” di Hans Christian Andersen.
Il racconto narra la storia di un Re vanitoso che decide di farsi confezionare da un Sarto francese di passaggio da quelle parti, un nuovo vestito con una stoffa magica e molto rara. La magia consiste nell’apparire in tutto il suo splendore solamente alle persone intelligenti, e quindi sicuramente al Re ed alla sua Corte e di essere completamente invisibile agli stolti. Naturalmente si tratta di una beffa messa il scena dallo scaltro Sarto: la stoffa magica non esiste, ma il giorno della prova finale il giovane Re, presuntuoso e vanitoso, non vuole ammettere di non riuscire a vedere il vestito ed accetta suo malgrado di indossarlo. Il finale è facile da immaginare…
Lo spettacolo, che utilizza una tecnica mista (teatro d’attore con burattini e pupazzi realizzati da Serena Finatti) è costruito in modo da avvalersi della collaborazione degli stessi bambini, che da spettatori passivi sono invitati dal Sarto ad intervenire nel corso dello spettacolo, esprimendo il proprio parere sulla nuova creazione.
|
| |
IL CANTO DEI SEI UCCELLI

di Enrico Cavallero e Serena Finatti
liberamente ispirato ad una fiaba di Renè Deetlefs e Ljn Gilbert
con Enrico Cavallero e Serena Finatti
scene e costumi di Michela Salerno
burattini, pupazzi animati e musiche di Serena Finatti
tecniche: teatro d’attore con pupazzi animati e burattini
età consigliata: scuole materne ed elementari
produzione
A.Artisti Associati
in collaborazione con
Compagnia di Prosa Gianrico Tedeschi
La fiaba narra la storia della piccola Lindiva che vive in un villaggio nel centro dell’Africa. Lì non ci sono divertimenti come da noi, non c’è la televisione e nemmeno il computer ed il trascorrere del giorno è scandito dal sole che sorge al mattino e tramonta alla sera lasciando il posto alla luna. Ogni mattina Lindiva si alza presto per aiutare la mamma nelle faccende di casa, accudire le galline e lavare i panni al torrente ma questa è una mattina speciale, infatti oggi è il suo compleanno e la mamma la sveglia regalandole la cosa che Lindiva desidera di più al mondo: un flauto. “Questa sera ci sarà festa nel villaggio e tu suonerai per tutti.” Ma Lindiva ancora non sa suonare lo strumento ed è preoccupata di fare una brutta figura , quindi comincia ad allenarsi producendo però dei suoni talmente sgradevoli che il flauto stesso la implora di smettere. La piccola, da prima sbalordita, poi gli spiega la situazione e chiede il suo aiuto. Dopo vari tentennamenti il flauto accetta :” La musica è una cosa seria piccola, richiede passione e volontà, non la si può apprendere dal mattino alla sera; ma se come dici, mi prometti che da domani ti impegnerai per imparare a suonarmi, allora ti do questo consiglio: vai nella foresta e raccogli il canto di sei uccelli prima del tramonto, le loro melodie ti aiuteranno a suonarmi con grazia e sensibilità, ma ricorda, se non ce la farai non sentirai mai più la mia voce, addio, addio...”
Così Lindiva parte. La scena è ora una foresta nella quale la nostra piccola non senza difficoltà e imprevisti riuscirà a portare a termine la sua impresa. Incontrerà l’assonnato gufo, la vanitosa gru, lo scorbutico bucero, la brilla upupa, l’intimorito cuculo ed infine l’instancabile mangiamosche del paradiso; ognuno di loro contribuirà con il suo canto, sia esso un ritmo semplice o complesso, una melodia semplice o complessa , un pizzicato o l’insieme di tutto ciò, a infondere musica nel flauto che a quel punto al soffio di Lindiva creerà un suono incantevole.
La fiaba si chiude felicemente con una festa in cui tutti ballano al suono della musica soave del flauto di Lindiva, che finalmente ha imparato a suonare.
Lo spettacolo adatto a bambini dai tre ai dieci anni, utilizza una tecnica mista (teatro d’attore con burattini e pupazzi). La variopinta scenografia, che cambia continuamente (capanna, foresta ecc.) adeguandosi ai vari momenti della narrazione, coinvolge il bambino in un viaggio fantastico alla scoperta dei suoni della foresta africana.
|
IL TEATRO DELLE OMBRE DI OFELIA
di Enrico Cavallero
tratto da un racconto di Michael Ende
con Enrico Cavallero e Serena Finatti
scene di Chiara Cardinali
tecnica di rappresentazione: teatro d’attore e ombre cinesi
età consigliata: scuole materne ed elementari
produzione
a.Artisti Associati
in collaborazione con
Compagnia di Prosa Gianrico Tedeschi
La signorina Ofelia, anziana suggeritrice di teatro, una sera scopre che il mondo è pieno di ombre sole, senza padrone e senza casa.
Anche lei sebbene di carne ed ossa è sola come loro; comincia allora a raccoglierle dando loro ospitalità, insegna loro a recitare e inventa così il teatro più originale del mondo.
Strana vita ora quella della signorina Ofelia, piuttosto oscura sempre avvolta dalle sue ombre che tutti sanno non fanno luce; eppure c’è sempre tanta felicità, amicizia e comprensione in quella bizzarra compagnia, a tal punto che in fine si esibirà nel Teatro più importante dell’Universo.
|
|
 |
|