AL CAVALLINO BIANCO

giovedì 29 febbraio 2024, h 21
>Fuori Abbonamento
>prevendita dal 23 settembre
>biglietto unico € 15,00

Il Cavallino, che si pregia d’essere l’anello di congiunzione fra operetta, rivista e commedia musicale, è stato concepito dagli autori con inusuale modernità per un pubblico cosmopolita preso dalla voglia di viaggiare, la stessa che è ri-tornata anche oggi.

Questa produzione nasce proprio da questa premessa: sarà una vacanza!

Sì, una vacanza vivace, scoppiettante, divertente e colorata, in un luogo idilliaco dove il buonumore regna sovrano.

Si apre il siaprio e ci sono le montagne per lo jodel, il lago per i tuffi e l’azzurro del cielo.
Abbiamo scelto mondi visivi ora ironici, a volte sorprendenti o bizzarri, che suggeriscono le immagini di un rifugio, una bolla d’illusione che si fa realtà così come gli spettatori si aspettano da una moderna produzione del Cavallino.

L’idea di rendere una serata di piacere spensierato passa dai dialoghi arguti, dalle musiche immortali e dai giochi coreografici sostenuti da un ritmo veloce (quello che ormai molti definiscono: alla Abbati): un’emozione per tutti, indipendentemente dalla fascia d’età.

Vieni a teatro e…sentiti già in vacanza!

Compagnia Corrado Abbati
AL CAVALLINO BIANCO

di Ralph Benatzky
coreografie Francesco Frola
allestimento scenico InScena Art Design
direzione musicale Alberto Orlandi
regia
Corrado Abbati

Siamo in Austria, sul lago di S. Wolfgang, dove è situato l’Hotel Al Cavallino Bianco. Il primo cameriere dell’Hotel, Leopoldo, ama la belle proprietaria Gioseffa che però non lo degna di uno sguardo perché rivolge le sue attenzioni ad un giovane cliente italiano, l’avvocato Giorgio Bellati che, come ogni anno, trascorre le sue vacanze sul lago.
All’Hotel arrivano Zanetto Pesamenole, ricco industriale, e sua figlia Ottilia. Padre e figlia sono in vacanza in Austria per ritemprarsi, visto che hanno una causa pendente con un certo Cogoli, industriale padovano. Sebbene il primo incontro fra il giovane Bellati e la bella Ottilia, non sia dei più felici, Leopoldo intuisce che fra i due potrebbe nascere un amore e così, anche per allontanare Bellati dalle premure della signora Gioseffa, organizza un incontro vis a vis fra Bellati ed Ottilia ma, pur riuscendo nel suo intento, viene licenziato in tronco da Gioseffa. Leopoldo parte disperato. Cogoli, intanto, manda al Cavallino Bianco suo figlio Sigismondo con la speranza che si innamori di Ottilia, in modo da finire, con un matrimonio, la causa con Pesamenole. Sigismondo, “figlio di papà”, viziato e un po’ snob, si invaghisce invece di Claretta, una ragazza che ha buffi difetti di pronuncia e che non è certo ricca.. Lei e il padre, il buffo professor Hinzelmann, possono permettersi un piccolo viaggio solo ogni tre anni a causa delle loro non floride condizioni finanziarie. A questo punto le cose sono veramente complicate. Leopoldo ama Gioseffa, Gioseffa ama Bellati, Bellati ama Ottilia, Ottilia dovrebbe sposare Sigismondo che invece è invaghito di Claretta e nel bel mezzo di queste tresche amorose arriva l’Arciduca. Leopoldo riesce ad ottenere dal consiglio comunale che l’Arciduca sosti per una notte Al Cavallino Bianco; Gioseffa, per ringraziarlo, lo riassume. Tutti si preparano ad accogliere l’Arciduca con il massimo della cortesia ma nel bel mezzo della festa Leopoldo fa una gran scenata di gelosia e tutto perché Gioseffa stava “amabilmente” conversando con Bellati.
Gioseffa si scusa con l’Arciduca che comprende e l’indirizza verso Leopoldo: “non bisogna cercare la felicità lontano quando la si ha a portata di mano”. Il lieto fine non è lontano.
Le coppie sono ormai formate: Sigismondo e Claretta, Bellati e Ottilia, Leopoldo e Gioseffa.
E il processo? Anche quello a lieto fine con buona pace del buffo Zanetto Pesamenole.

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