LA MANDRAGOLA

mercoledì 10 febbraio 2027 21:00

LA FIRENZE DI MACHIAVELLI DIVENTA UNA CITY GLOBALE: TRA FINANZA E POTERE, L’INGANNO È STRATEGIA.

Questa Mandragola è trasposta in un presente dominato dalla finanza, dal profitto e dall’apparenza.
La Firenze rinascimentale diventa la City globale, un grattacielo di vetro e acciaio dove tutto è trasparente, solo in
superficie. I personaggi agiscono mossi non dall’amore o dalla fede, ma dal desiderio, dalla convenienza e dall’opportunismo. La commedia si fa così una satira feroce del capitalismo contemporaneo, dove ogni relazione è
una transazione. La scenografia è minimale e modulare: pannelli trasparenti, luci al neon, schermi con grafici finanziari e breaking news. La città incombe: un mondo verticale, competitivo, disumanizzato. Callimaco è un giovane manager rampante, brillante, seduttivo, privo di qualsiasi morale. L’inganno non è un mezzo, ma una competenza professionale.
Messer Nicia CEO anziano, ossessionato dall’eredità e dalla reputazione. Non comprende il mondo che cambia, ma è disposto a tutto pur di lasciare un “successore”. È ridicolo e tragico insieme, simbolo di un potere vuoto. Lucrezia è una donna intelligente, intrappolata in un matrimonio di convenienza e in un sistema che la vuole “perfetta”. La sua resa finale non è debolezza, ma lucida scelta di sopravvivenza e di potere. Fra Timoteo, diventa un consulente etico, un leader spirituale mediatico. Usa il linguaggio della morale per giustificare qualunque azione. È la figura più pericolosa perché legittima il cinismo con parole rassicuranti. Mentre Ligurio è facile da immaginare come faccendiere, lobbista o intermediario d’affari. È il vero motore dell’azione: sa come funzionano i meccanismi del potere e li sfrutta senza ma i esporsi. Mentore della rappresentazione del fine che giustifica i mezzi.
Il potere come manipolazione. La morale come strumento retorico. Il corpo e il desiderio come merce. La
vittoria dell’intelligenza amorale La commedia resta comica, ma la risata è amara: il pubblico ride riconoscendo un mondo fin troppo familiare. Il lieto fine non è una riconciliazione morale, ma la consacrazione del sistema: chi è più spregiudicato vince.

LA MANDRAGOLA

di Niccolò Machiavelli
regia Guglielmo Ferro

con Massimo Venturiello
con la partecipazione di Maurizio Micheli
con Antonella Piccolo
e con Marco Imparato, Guglielmo Poggi, Martina Fatighenti, Enrico Spelta, Matilde Pettazzoni

scene Fabiana Di Marco
luci Rosario Calvagna
costumi Adele Bargilli
musiche Massimiliano Pace

produzione Teatro Quirino Centro di produzione, Officina Teatrale

durata >


personaggi > interpreti

Messer Nicia > Massimo Venturiello
Fra Timoteo > Maurizio Micheli
Ligurio > Guglielmo Poggi
Callimaco > Marco Imparato
Lucrezia > Martina Fatighenti
Sostrata > Antonella Piccolo
Siro > Enrico Spelta
Donna > Matilde Pettazzoni