Project Description

LA VARIANTE DI LÜNEBURG
fabula in musica

dal romanzo di Paolo Maurensig
adattamento teatrale e testi delle canzoni Paolo Maurensig
musiche originali  Valter Sivilotti
con Walter Mramor e Kledi Dibra

al pianoforte Valter Sivilotti
Voce Franca Drioli

“Un sentito omaggio a Paolo Maurensig e a Milva”

produzione ArtistiAssociati-Centro di produzione teatrale

ATTRAVERSO LA METAFORA DEGLI SCACCHI LA VARIANTE DI LÜNEBURG INVITA AD A UNA RIFLESSIONE PROFONDA SU UNO DEI PERIODI PIÙ BUI DELLA STORIA DELL’UMANITÀ. PER NON DIMENTICARE.

Nel giardino di una splendida villa nei dintorni di Vienna, in mezzo ad una grande scacchiera di marmo e ardesia posta al centro di un labirinto di piante giace, immerso nel suo stesso sangue, il corpo del facoltoso proprietario. Un colpo di pistola ha messo fine alla sua vita. Omicidio? Suicidio? Disgrazia? Ancora una volta il gioco degli scacchi assurge a metafora della crudeltà umana, della lotta perenne tra il bene e il male.
Il best-seller internazionale di Paolo Maurensig approda in palcoscenico nella veste suggestiva di “fabula in musica”.
La variante di Lüneburg, celeberrimo romanzo del goriziano Paolo Maurensig, viene pubblicato da Adelphi nel 1993 diventando il caso letterario dell’anno. Attraverso la metafora del gioco degli scacchi, racconta gli orrori dell’olocausto e diventa in breve tempo un best seller internazionale tradotto in tutti i paesi del mondo, compresi Cina e Giappone.
Il progetto teatrale prende il via dall’assenso dell’autore a trasporre in “fabula in musica” il suo romanzo d’esordio. La produzione ha previsto la riscrittura del testo da parte dello stesso Maurensig sia della parte narrata, con l’intervento di Walter Mramor, che delle canzoni. La composizione delle musiche è a firma di Valter Sivilotti.

trama
“Quale amore o compassione si può provare per un pezzo di scacchi sacrificato al gioco?”.
La battuta di Frisch, uno dei personaggi centrali de La variante di Lüneburg potrebbe senz’altro apparire di primo acchito, condivisibile: non c’è rischio, non c’è responsabilità… perdere una pedina sulla scacchiera significa rifarsi alla mossa successiva; nel peggiore dei casi, perdere quella partita e dover convincere l’avversario a concedere una rivincita.
Ma se la metafora della partita a scacchi assume un significato diverso, crudele e sconcertante, allora il gioco non è più leggero. È quanto ha immaginato lo scrittore goriziano Paolo Maurensig nel suo La variante di Lüneburg, pubblicato nel 1993 e divenuto in breve un best seller internazionale. Intrecciando la passione per il gioco degli scacchi a un climax da libro giallo, e a una riflessione invece molto profonda su uno dei periodi più bui della storia dell’umanità, com’è stato il nazismo, Maurensig si è rivelato al mondo: il suo romanzo, molto corteggiato dal cinema e dal teatro, è rimasto a lungo lontano da tali dimensioni, per volere dello stesso autore, che non ha mai nascosto di guardare con sospetto a qualsiasi “traduzione altra” rispetto alla complessità della pagina letteraria.


ArtistiAssociati riallestisce La variante di Lüneburg per GO!2025 Capitale Europea della Cultura.

La trascrizione è quella “storica” firmata dallo stesso Maurensig, autore anche dei testi delle canzoni, che tanta parte hanno nell’economia della messa in scena.

Walter Mramor e Kledi Dibra interpretano le parti recitate e restituiscono sulla scena le emozioni del testo fondato su un lungo flash back. Il soprano Franca Drioli si inserisce nella narrazione interpretando brani di grande poesia. Al pianoforte e alle tastiere il M° Valter Sivilotti anche compositore delle musiche originali.

È inevitabile un sentito omaggio a Milva immensa protagonista della prima edizione.

Il giovane narratore, Hans, si assume la responsabilità dell’apparente suicidio di un grande esperto di scacchi, il signor Frisch. Più tardi si scoprirà che anche Hans è un campione di scacchi ed è stato allievo del misterioso Tabori “un uomo che ha giocato all’inferno”. L’inferno di Tabori, di famiglia ebrea, è stato quello del lager. Un ulteriore e personale inferno era stata poi la durissima, cinica partita a scacchi in cui aveva dovuto affrontare l’ufficiale nazista Frisch: la posta in gioco allora non erano le semplici pedine sulla scacchiera ma le vite vere e innocenti di tanti internati, per la cui salvezza Tabori si batte indefessamente in una guerra infinita e tesissima.

Sarà Hans ad accogliere il segreto del Maestro, ormai giunto alla fine dei suoi giorni, e a spegnere per sempre l’ombra di quell’inferno, inducendo Frisch al gesto finale, ancora una volta attraverso una sfida all’ultimo respiro, sulla scacchiera.

l’autore
Avevo sempre guardato con sospetto a ogni proposta di trasformare i miei romanzi in lavori teatrali, con o senza musica. Se qualcuno si sentiva di impegnarsi in una simile operazione lo facesse pure, ma senza contare sulla mia collaborazione. Già una trasposizione sul grande schermo, per quanto il cinema possa contare su mezzi tecnici di rilievo, comporta problemi non indifferenti; figuriamoci una riduzione teatrale, notoriamente più limitata di quella cinematografica. Eppure, è stata proprio questa peculiarità tipica del teatro, la possibilità cioè di far uso di un’essenzialità portata agli estremi, che mi ha convinto. Estrapolare un testo essenziale e scrivere le parole per le canzoni, mi hanno rinnovato l’emozione provata a suo tempo nello scrivere il romanzo.


musiche e direzione
Scrivere oggi con un linguaggio musicale mitteleuropeo significa inevitabilmente ripescare nel passato con il forte rischio di esprimersi in una forma anacronistica.

La musica scritta per la “Fabula” accetta questa sfida proponendo come elemento portante melodie che si ispirano alla tradizione colta di questa area del mondo, una musica ritrovata scavando nella nostra memoria sensibile, riscoprendo una eredità artistica senza per questo rinnegare il presente, anzi operando con la coscienza che il rinnovamento affonda le proprie radici nel passato.

Ne La variante di Lüneburg i temi rivelano delle particolarità melodiche riconoscibili all’ascolto:

l’individuazione di questi nuclei melodici è stata la fase determinante di tutto il lavoro, perché proprio questi elementi primi hanno ispirato la costruzione della macrostruttura drammatica dell’opera.

Le canzoni che si alternano nello spettacolo manifestano in maniera esplicita gli elementi creativi: il passaggio dalla densità cromatica delle prime melodie, a quello diatonico, vuole rappresentare la vittoria dell’assoluto sull’essere umano.


Valter Sivilotti
Le sue composizioni musicali, per la quali ha ricevuto prestigiosi premi, vengono eseguite nei teatri di tutto il mondo. Pianista, compositore e direttore d’orchestra tra i più acclamati della sua generazione Valter Sivilotti ha lavorato scrivendo per grandi artisti  provenienti dalla canzone d’autore, dal  Jazz e  dalla musica classica.

Le sue idee, i suoi spettacoli, le sue musiche compaiono nei cartelloni delle maggiori orchestre e teatri del mondo: Kremerata Baltica, ORT , Orchestra del Teatro Verdi di Trieste, Orchestra del Teatro Massimo di Palermo, Orchestra del Teatro La Fenice di Venezia, Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, Orchestra Verdi di Milano, Sinfonica Abruzzese, Orchestra Filarmonica di Zagabria,  Orchestra della Magna Grecia di Taranto, Orchestra della Accademia Musicale Naonis di Pordenone, Orchestra Toscanini di Parma, Orchestra del Teatro Bellini di Catania, , Göttinghem Symphony Orchestra,, Russian Philarmonic …
Ha scritto le musiche originali per lo spettacolo teatrale La variante di Luneburg interpretato da Milva. Il balletto “Voglio essere libero”: premio “Anita Bucchi”.
Il Musical Civile “Magazzino 18” interpretato da Simone Cristicchi:  premio “Le maschere del teatro”
Nel 2025 è stato invitato a dirigere l’orchestra al Festiva di San Remo.
Docente e referente del dipartimento di Popular Music presso il conservatorio J. Tomadini di Udine
Valter Sivilotti è Ufficiale all’ordine della Repubblica Italiana.


Walter Mramor
Attore e regista, ha collaborato con Federico Fellini, Giorgio Pressburger, Mario Scaccia, Gianrico Tedeschi, Luciano Berio, Milva. Nel 1987 ha costituito a Gorizia l’impresa teatrale ArtistiAssociati, dal 2022 riconosciuta dal Ministero della Cultura quale “Centro di produzione teatrale”.
Cura la programmazione del Teatro Verdi di Gorizia, del Teatro Comunale di Cormons e del Nuovo Teatro Comunale di Gradisca d’Isonzo. Dal 2011 è presidente e co-direttore artistico del Teatro Duse di Bologna.
Collabora con l’Ente Regionale Teatrale del F.V.G. curando la sezione Danza del Circuito Multidisciplinare. È stato direttore artistico del programma danza di MittelFest dal 2009 al 2011 ed ha diretto ed organizzato la quarta edizione di NID Platform, la piattaforma della danza italiana svoltosi a Gorizia e Nova Gorica ad ottobre 2017.
Dal 2018 guida il programma di residenze artistiche ARTEFICI.ResidenzeCreativeFVG sostenuto da MiC e Regione FVG.
Dal 2020 è direttore artistico di Visavì Gorizia Dance Festival, festival transfrontaliero di danza contemporanea all’interno del programma ufficiale di GO! 2025 Nova Gorica e Gorizia Capitale Europea della Cultura.
Nel 2024, grazie ai fondi del PNRR, ha condotto ArtistiAssociati in una nuova avventura: l’apertura, a Gorizia, di PEPA Place of European Performing Arts, un luogo dedicato all’alta formazione che ospita i due percorsi formativi di BorGO Live Academy: uno rivolto ad attrici ed attori e uno rivolto a danzatrici e danzatori.

DISPONIBILITÀ: da fine ottobre 2026
BOOKING: Elisabetta Martello  |  333 4817697  | 


materiale promozionale: ArtistiAssociati | Valentino Gallai | 348 7341300 |

Stagione Teatrale 26/27

inTour > MESE 2026
00
 > XXX (XX) > Teatro XX, h 21

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